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“Nella caduta ci sono già i germogli della risalita, fragili ma verdi. Vanno coltivati con premura.”
Carl Gustav Jung
Eccessivi livelli di stress e di ansia possono impattare sulla nostra salute a livello di alimentazione, sonno e intestino. In questo articolo andremo a vedere come riconoscere, prevenire e gestire al meglio tutti gli effetti collaterali associati. Per capire meglio questo denso argomento, sarà utile chiarire alcuni concetti base.
Partiamo dicendo che lo stress è la risposta adattativa, energica e generalizzata, del corpo a qualunque richiesta dell’ambiente. Quindi lo stress è parte fondamentale dell’essere viventi e non va evitato.
Tra le possibili risposte adattative dello stress vi è l’ansia, la cui funzione naturale è di renderci più attenti ed avere un orientamento al pericolo (es: stiamo attenti a dove mettiamo i piedi quando camminiamo sugli scogli, …).
Essa si caratterizza di tre diverse componenti:
Quindi l’ansia nelle giuste dosi è un meccanismo protettivo. Il problema nasce quando le reazioni di orientamento al pericolo e le relative risposte (l’eccessiva agitazione e tachicardia possono portare ad un attacco di panico) diventano preponderanti rispetto a risposte di curiosità e di gioia per il nuovo ed inaspettato.
STRESS ACUTO: viene da pressioni e domande del nostro passato più vicino, e anticipa con ansia pressioni e domande del futuro più prossimo. In piccole dosi questo ci eccita e ci fa stare in movimento, al contrario quando è eccessivo ci rende esausti, deperiti e depressi.
STRESS CRONICO: è costante e persistente sul lungo periodo di tempo. È molto debilitante e opprimente. Può influenzarci sia fisicamente che psicologicamente. Come diretta conseguenza può causare ansia, insonnia, dolore muscolare, ipertensione arteriosa e indebolimento del sistema immunitario.
Quando si verifica un’eccessiva esposizione a stress e/o a traumi si instaura una risposta mal adattativa allo stress che fa si che l’ansia diventi l’unico e generalizzato sistema adattativo agli eventi esterni. In questa situazione l’ansia si tramuta in disturbo d’ansia (da declinarsi in ansia generalizzata, panico, fobie, ossessivo-compulsivo, post-traumatico da stress).
La risposta mal adattativa allo stress si manifesta a livello biologico con uno stato cronico di attivazione del sistema nervoso simpatico anche in circostanze ambientali del tutto sicure.
Tutto questo va a discapito del sistema nervoso parasimpatico che opera tutto all’opposto:
La logica conseguenza di questo cortocircuito, tutto in loop verso il sistema nervoso simpatico, è un fortissimo abbassamento delle difese immunitarie che si associa ad un rapido sviluppo di patologie (fisiche e/o mentali) e un lentissimo processo di guarigione (cicatrici e/o patologie croniche) delle stesse per mancanza di energia.
Questo avviene per due motivi:
A livello di alterazione di sonno, alimentazione ed intestino il circolo vizioso causato dall’iperattivazione del sistema nervoso simpatico è il seguente:
→ tensione costante → difficoltà all’addormentamento/insonnia → fame nervosa verso confort food (detensione e appagamento) → alterazione del pH intestinale → disbiosi intestinale da batteri, candida e parassiti → riduzione della produzione di serotonina (buon umore) e melatonina (addormentamento) → malumore e stanchezza →
Inoltre, da un punto di vista cognitivo costanti livelli di cortisolo impediscono la neurogenesi, cioè la formazione di nuove cellule celebrali a le riparazione delle stesse. Da qui ha origine il decadimento cognitivo e di memoria precoce.
Esistono diversi concetti che spiegano l’instaurarsi di uno stress cronico.
Il primo è legato alla neurocezione e cioè all’accorgersi del pericolo senza esserne coscienti (la mente è all’oscuro ma il corpo lo sa e reagisce). Anche questo è un meccanismo salvavita, ma che se cortocircuitato porta a disturbi psicosomatici quali ad esempio i disturbi gastroenterici. Ad esempio avere mal di pancia ogni mattina prima di andare a scuola può essere la risposta del corpo al problema “non voglio vedere il bullo anche questa mattina”, oppure il mal di testa della domenica in risposta a “non voglio andare a pranzo dalla suocera”.
Un altro concetto è che le reazioni psicosomatiche da stress possono anche essere legate ad eventi passati ma che ancora ci influenzano nel futuro (dissociazione). La branca della psicoterapia che utilizza la tecnica di EMDR sa bene che un trauma se non processato (metabolizzato) va a finire nel corpo trasformandosi in reazioni fisiche emozionali croniche (es. la paura del buio in un adulto dovuta al trauma di un furto avvenuto in casa quando era bambino).
Ultimo ma non meno importante è il concetto della rana bollita. Si immagini di prendere una rana viva e di metterla in una pentola in cui è presente acqua bollente, la rana salterebbe subito fuori. Se invece la si mettesse in una pentola con acqua fredda che pian piano arriva ad alta temperatura la rana non riuscirebbe più a scappare perché abituatasi alla temperatura (seppur man mano diventi mortale). Una piccole dose di stress ci abitua ad esso e ci imprigiona in una condizione di stress cronico senza che ce ne rendiamo conto.
Se a questi si associano anche campanelli d’allarme quali:
Significa che ci troviamo in una condizione di risposta mal adattativa allo stress.
Potendo prevedere i periodi dell’anno per noi più stressanti e/o singoli eventi è possibile attuare una prevenzione programmata per minimizzarne l’impatto attraverso:
Come non mai lo stile di vita che scegliamo di avere gioca un ruolo importantissimo sulla nostra capacità di gestione dello stress, perciò è importantissimo:
Nutrirsi in modo corretto oltre a mantenerci energici e in salute alimenta anche la nostra flora batterica intestinale che produce serotonina:
Spesso il problema non è il problema ma cosa fa persistere il problema. Per questo motivo a seconda della stadiazione e dell’entità di stress può essere di grande aiuto intraprendere:
In medicina funzionale si tende ad utilizzare psicofarmaci solo in condizioni di grave entità ma acuta e non per lungo periodo (per non più di 2-4 settimane) in quanto questi farmaci hanno importanti effetti collaterali e spesso anche interazioni con altri farmaci (frattura di femore, iponatriemia, letargia, vertigini, stipsi, fame nervosa…).
Nella fase di svezzamento e/o in condizioni di entità medio-lieve di disturbi dell’umore e dello stress i fitoterapici e le sostanze naturali che possono essere utilizzate sono:
* a dosaggi eccessivi possono avere effetto eccitante e non calmante
Mi raccomando nella scelta del miglior integratore assicuratevi sempre che gli ingredienti siano certificati, ad elevata biodisponibilità e soprattutto evitate il fai da te. Rivolgetevi e confrontatevi sempre con il vostro nutrizionista e/o medico di fiducia (soprattutto con quest’ultimo se state assumendo farmaci).
Biologa Nutrizionista AA_079309
Dietista – Cuoca